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Manoscritto Regius: il più antico dei Vecchi Doveri massonici

Redacción Cámara de Maestro · 8 luglio 2026

Il Manoscritto Regius, noto anche come Halliwell Manuscript o Regius Poem, è il più antico dei cosiddetti “Old Charges”, documenti massonici antichi che raccolgono norme, leggende e istruzioni del mestiere, e l’unico tra essi ad essere scritto in versi, in distici rimati. Si tratta di un manoscritto di 64 pagine in vitello (pergamena di pelle sottile) redatto in inglese medio (Middle English), conservato presso la British Library. La sua datazione è oggetto di dibattito accademico, collocandosi tra il 1390 e circa il 1440.

Contenuto del manoscritto

Il poema che costituisce il Manoscritto Regius si struttura attorno a una narrazione leggendaria dell’origine della massoneria, seguita da un insieme di norme e precetti morali. Secondo la tradizione registrata nel manoscritto, si inizia descrivendo come Euclide «contraffece la geometria» e la chiamò massoneria, con lo scopo di impiegare i figli della nobiltà nell’Antico Egitto. Successivamente, racconta la diffusione dell’arte della geometria attraverso «diverse terre» fino ad arrivare in Inghilterra durante il regno di re Athelstan (924, 939). Secondo il testo, tutti i massoni del paese si recarono dal re affinché concedesse loro norme di buon governo. Athelstan, insieme alla nobiltà e alla piccola nobiltà rurale, forgiò allora i quindici articoli e quindici punti che avrebbero dovuto regolare il mestiere. I quindici articoli sono rivolti al maestro (sul comportamento morale e operativo nei lavori), mentre i quindici punti sono destinati agli artigiani, seguendo uno schema simile.

Il testo include inoltre avvertimenti di punizione per coloro che infrangono le ordinanze, disposizioni per la celebrazione di assemblee annuali, la leggenda dei Quattro Santi Coronati, una serie di aforismi morali e una benedizione finale. Questa struttura combina elementi normativi propri di un regolamento corporativo con una tradizione leggendaria che lega il mestiere a figure bibliche e classiche.

Datazione e dibattito accademico

La datazione del Manoscritto Regius è stata oggetto di controversia sin dalla sua riscoperta. James Halliwell, che presentò il manoscritto alla comunità accademica nel 1838, 1839, lo datò al 1390, datazione supportata da autorità come Woodford e Hughan. Tuttavia, Edward Augustus Bond, conservatore di manoscritti del British Museum, propose una datazione successiva, verso il 1440, cioè circa cinquant’anni dopo. La datazione di Bond fu ampiamente accantonata per decenni, ma il dibattito non si è del tutto concluso. Attualmente, gli specialisti collocano il manoscritto in un arco cronologico che va dalla fine del XIV secolo alla metà del XV secolo, senza che esista un consenso assoluto su una data precisa.

Storia del manoscritto

Il Manoscritto Regius fu registrato in diversi inventari personali man mano che cambiava proprietario, finché entrò a far parte della Biblioteca Reale. Questa collezione fu donata al British Museum nel 1757 da re Giorgio II, costituendo il nucleo dell’attuale British Library, dove il manoscritto è conservato oggi.

Per molto tempo, il manoscritto passò inosservato alla massoneria. Ciò accadde perché il bibliotecario David Casley lo catalogò nel 1734 come «un Poema di Doveri Morali», senza identificarne la relazione con la storia del mestiere. Fu solo nella sessione 1838, 1839 della Royal Society che James Halliwell, che non era massone, presentò una relazione intitolata «La storia antica della massoneria in Inghilterra», basata sul Regius, pubblicata nel 1840. Questo lavoro segnò la riscoperta del manoscritto per lo studio della massoneria.

Leggenda versus fatto documentato

È necessario distinguere chiaramente tra il contenuto leggendario del manoscritto e i fatti documentati che lo circondano. Il fatto documentato è che il manoscritto esiste fisicamente: 64 pagine di vitello scritte in versi, in inglese medio, conservate presso la British Library, catalogate da Casley nel 1734, presentate da Halliwell nel 1839, 1840 e datate tra il 1390 e circa il 1440.

Il contenuto interno del manoscritto, invece, appartiene all’ambito della tradizione e della leggenda. La narrazione secondo cui Euclide «contraffece la geometria» e la chiamò massoneria nell’Antico Egitto, la diffusione della geometria in diverse terre, e la storia secondo cui la massoneria giunse in Inghilterra sotto re Athelstan, il quale insieme alla nobiltà forgiò i quindici articoli e quindici punti, fanno parte della cosiddetta «leggenda di York» (York Legend). Questa leggenda, che gli Old Charges trasmettono, non costituisce un fatto storico verificabile, ma una tradizione che i più antichi documenti massonici andarono elaborando e consolidando. Secondo il dossier, questa leggenda iniziava prima del Diluvio e culminava nel ristabilimento del mestiere a York durante il regno di Athelstan, evolvendosi da circa il 1425 al 1550.

Significato e importanza

Il Manoscritto Regius occupa un posto fondamentale nello studio delle origini della massoneria. Come il più antico degli Old Charges, costituisce una testimonianza eccezionale dell’emergere delle tradizioni, norme e leggende che avrebbero plasmato l’identità del mestiere. La sua unicità risiede nella sua forma poetica, che lo distingue da tutti gli altri antichi documenti massonici, scritti in prosa.

Il manoscritto non offre solo informazioni sulle pratiche e sull’organizzazione del lavoro dei massoni operativi nel Basso Medioevo inglese, ma riflette anche il processo mediante il quale il mestiere costruì una memoria leggendaria che lo legava a figure dell’antichità classica e alla storia dell’Inghilterra. Questa combinazione di elementi normativi, morali e leggendari rende il Manoscritto Regius una fonte insostituibile per comprendere il passaggio dalla massoneria operativa medievale alla massoneria speculativa moderna, nonché per studiare l’evoluzione delle tradizioni che la massoneria ha trasmesso attraverso i secoli.