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I globi terrestre e celeste nella massoneria

Redacción Cámara de Maestro · 27 luglio 2022

I Globi Terrestre e Celeste nella Massoneria

Introduzione

Nei templi massonici di tradizione occidentale, due elementi fisici occupano un posto di singolare rilievo sulle colonne che fiancheggiano l’oriente simbolico: il globo terrestre e il globo celeste. Questi manufatti, eredi di una lunga tradizione di strumenti di conoscenza scientifica ed ermetica, costituiscono molto più che semplici decorazioni architettoniche. Rappresentano una cosmovisione integrale che condensa secoli di pensiero esoterico, cosmologia antica e aspirazione massonica verso la conoscenza universale. La loro presenza nello spazio sacro della loggia rivela la profonda connessione tra la massoneria e la ricerca della comprensione dei misteri dell’universo, tanto nella sua dimensione materiale quanto nella sua espressione spirituale.

Origine Storica e Contesto Massonico

L’incorporazione di globi terrestri e celesti nella simbologia massonica risale agli albori della massoneria speculativa nel diciottesimo secolo. Durante questo periodo, l’Europa attraversava una trasformazione intellettuale caratterizzata dal risorgere dell’interesse per la scienza antica, l’ermetismo rinascimentale e la ricerca di un linguaggio simbolico che potesse esprimere verità universali. I globi, strumenti di navigazione e di studio astronomico che avevano acquisito particolare importanza nell’era delle grandi esplorazioni, furono assimilati dai riti massonici come simboli di autorità, conoscenza e dominio sullo spazio cosmico.

Gli storici della massoneria, come Albert Mackey nella sua monumentale opera di riferimento, documentarono che la presenza di questi globi nelle logge massoniche non fu arbitraria, ma rispondeva a una profonda intenzione pedagogica. I rituali dei primi gradi di massoneria, specialmente nelle tradizioni britanniche del diciottesimo secolo, facevano riferimenti espliciti alla cosmologia come parte integrante dell’istruzione dell’apprendista. Il globo terrestre simboleggiava il dominio materiale in cui il massone vive e agisce, mentre il globo celeste rappresentava i regni superiori dello spirito e della divinità.

Collocazione Simbolica: Le Colonne di Boaz e Jachin

La collocazione dei globi sulle colonne gode di una significazione architettonica e mistica di prim’ordine. Nelle tradizioni massoniche più diffuse, questi due globi riposano sulle colonne che fiancheggiano l’ingresso occidentale del tempio, frequentemente identificate con le colonne Boaz e Jachin dell’antico Tempio di Salomone. Boaz, il cui nome significa “in lui è la forza”, rappresenta l’attivo, il manifestato, l’energia in movimento. Jachin, il cui significato è “egli stabilirà”, rappresenta il passivo, il manifestato in ordine, la stabilità strutturante.

Questa disposizione non è meramente decorativa. Riflette una comprensione ermetica delle polarità cosmiche: il globo terrestre, collocato convenzionalmente sulla colonna che rappresenta l’attivo e il maschile, simboleggia l’espressione dinamica della creazione materiale. Il globo celeste, sulla colonna del passivo e del femminile, esprime la ricettività del cosmo dinanzi agli influssi superiori. Insieme, i due globi che fiancheggiano questo ingresso simbolico comunicano all’iniziato che la vera comprensione massonica richiede l’integrazione del terreno e del celeste, del corporeo e dell’etereo.

Significato Simbolico Multivalente

I globi nella massoneria operano come simboli polisemici, portatori di molteplici significati che si dispiegano man mano che il massone avanza nella comprensione dei misteri. Al livello più elementare, per l’apprendista, rappresentano la totalità del mondo conosciuto: la terra abitata e il cielo che la ricopre. Questa interpretazione di base stabilisce la nozione che la massoneria si occupa non di una parte frammentaria della realtà, ma della totalità cosmica nel suo insieme.

A un livello più profondo, i globi esprimono il principio ermetico di corrispondenza, frequentemente enunciato nella celebre massima “come è in alto, così è in basso”. Il globo terrestre non è meramente la sfera fisica dove risiedono i corpi materiali, ma una rappresentazione del microcosmo: la totalità della creazione riflessa nella manifestazione corporea. Il globo celeste, a sua volta, simboleggia il macrocosmo: l’ordine divino, le leggi eterne, gli archetipi che governano tutte le forme terrene. La compresenza di entrambi i globi nel tempio massonico sottolinea che questi due ordini di realtà non sono antagonistici, ma complementari e mutuamente riflettenti.

La dottrina alchemica, profondamente integrata nell’insegnamento massonico, trova anch’essa espressione in questi simboli. Il globo terrestre rappresenta la materia prima alchemica, il caos primordiale che attende la trasformazione. Il globo celeste rappresenta la pietra filosofale, la meta ultima della grande opera, lo stato di perfezione raggiungibile attraverso la conoscenza e la trasmutazione spirituale. Il massone, nel suo percorso iniziatico, intraprende un viaggio di trasformazione che lo conduce dall’identificazione con il terreno verso il conseguimento di virtù celesti.

Cosmologia e Filosofia Ermetica

La massoneria, nella sua formulazione moderna, assorbe e integra insegnamenti dell’ermetismo, corrente filosofica che enfatizza l’unità fondamentale di tutta la realtà e la possibilità che l’essere umano, attraverso la conoscenza e la pratica spirituale, possa accedere alla comprensione delle leggi universali. I globi terrestre e celeste, in questo contesto ermetico, rappresentano due aspetti di un’unica realtà cosmica.

Il globo celeste, in particolare, evoca la cosmologia tolemaica che dominò il pensiero occidentale fino alla rivoluzione copernicana. Nelle rappresentazioni antiche di questo globo, specialmente in quelle utilizzate in contesti esoterici, si solevano segnare le costellazioni zodiacali, i pianeti secondo le leggi degli antichi, e a volte le 48 costellazioni classiche. Per lo studente massonico della conoscenza esoterica, queste marcature non erano semplicemente dati astronomici, ma una mappa di forze archetipiche che governano lo sviluppo della coscienza umana.

La tradizione cabalistica, che esercita un’influenza significativa negli alti gradi della massoneria, interpreta i globi in relazione all’Albero della Vita. Il globo terrestre corrisponde al regno di Assiah, il mondo dell’azione e della manifestazione materiale. Il globo celeste corrisponde ad Atziluth, il mondo dell’emanazione divina. Tra essi si dispiegano i mondi intermedi di Briah (creazione) e Yetzirah (formazione), che il massone deve percorrere nella sua ascesa spirituale. I globi, in questa interpretazione cabalistica, funzionano come riferimenti visivi che ricordano all’iniziato le dimensioni verticali della realtà cosmica.

Il Viaggio Iniziatico e i Globi

Un aspetto cruciale della simbologia dei globi risiede nella loro relazione con il viaggio iniziatico che ogni massone intraprende. L’ingresso al tempio, fiancheggiato da questi due globi, segna la soglia di un transito tra mondi. Il candidato che attraversa tra le colonne non entra semplicemente in un edificio, ma si posiziona simbolicamente nel punto di equilibrio tra cielo e terra, tra l’invisibile e il visibile.

In vari rituali massonici di gradi avanzati, specialmente nelle tradizioni che hanno conservato una maggiore ricchezza ermetica, si fa riferimento esplicito a viaggi cosmologici che l’iniziato compie simbolicamente. Il globo terrestre rappresenta il punto di partenza, il mondo conosciuto del candidato profano. Attraverso l’istruzione e i simboli massonici, l’iniziato è condotto attraverso sfere di conoscenza sempre più sottili fino a raggiungere, idealmente, una percezione del globo celeste, vale a dire delle realtà spirituali superiori.

Questo viaggio non è meramente immaginativo o allegorico. All’interno della filosofia massonica, il dispiegamento della coscienza dal materiale verso lo spirituale costituisce una trasformazione reale della struttura psicologica dell’essere. I globi, testimoni silenziosi di questo viaggio, rimangono sulle colonne come promemoria permanenti che la loggia è un cosmo in miniatura, uno spazio dove si riproducono in piccola scala i grandi movimenti dell’universo infinito.

Significato dei Globi nell’Architettura Simbolica

La massoneria è fondamentalmente una scuola di simbolismo, e ogni elemento nel tempio massonico è stato accuratamente considerato per il suo valore istruttivo. I globi, in questo contesto, fanno parte di un sistema integrale di insegnamento che si dispiega attraverso la disposizione degli oggetti sacri.

Se osserviamo la geometria del tempio massonico nella sua forma classica, scopriamo che i globi occupano una posizione che li collega tanto ai rituali dell’oriente (dove risiedono gli ufficiali principali) quanto al movimento rituale dei candidati. Il globo terrestre, frequentemente collocato sulla colonna nord o sulla colonna che segna il maschile attivo, rappresenta l’aspetto operativo della creazione, il dominio dove la volontà agisce e trasforma. Il globo celeste, corrispondendo alla posizione passiva o femminile, rappresenta l’aspetto ricettivo, ciò che la coscienza deve imparare a percepire e comprendere.

Questo equilibrio di polarità è fondamentale nella massoneria. Non si tratta di una supremazia del celeste sul terreno, né viceversa, ma del riconoscimento che entrambi gli ambiti sono necessari, complementari ed espressioni di una realtà unica. Un massone che comprendesse veramente il significato dei globi capirebbe che il suo lavoro spirituale non consisterebbe nel rinunciare al mondo materiale per ascendere all’etereo, ma nel raggiungere un’integrazione consapevole di entrambi i livelli di realtà.

Interpretazioni in Diverse Tradizioni Massoniche

La massoneria, nella sua espansione globale durante gli ultimi tre secoli, ha sviluppato diverse correnti e tradizioni. Sebbene i simboli fondamentali rimangano costanti, le loro interpretazioni sono variate considerevolmente secondo l’epoca, la geografia e la scuola esoterica di riferimento.

Nella tradizione massonica anglosassone, particolarmente nella Gran Loggia Unita d’Inghilterra, i globi sono stati interpretati fondamentalmente come simboli della portata della conoscenza massonica: che la massoneria, come istituzione e come filosofia, abbraccia tanto la conoscenza del mondo materiale quanto l’aspirazione verso le verità eterne. Questa interpretazione enfatizza il carattere scientifico e il razionalismo illuminato che caratterizza questo ramo della massoneria.

Le correnti massoniche continentali europee, specialmente la tradizione francese e italiana, hanno teso a enfatizzare più esplicitamente la connessione dei globi con l’occultismo occidentale, la cabala e le correnti ermetico-neoplatoniche. Per questi riti, i globi rappresentano più chiaramente i due mondi dell’esperienza iniziatica: il mondo della materia e il mondo dello spirito.

Le scuole massoniche che hanno incorporato una maggiore quantità di elementi dello Gnosticismo e del misticismo cristiano hanno interpretato i globi come simbolizzazione dei due ordini di creazione: l’ordine manifestato (terrestre) e l’ordine del pleroma divino (celeste), evidenziando la possibilità che l’essere umano, attraverso la gnosi massonica, possa trascendere la propria limitazione materiale.

I Globi come Strumenti Pedagogici

Al di là della loro funzione come simboli statici, i globi nella massoneria hanno funzionato anche come strumenti pedagogici. Nei primi secoli della massoneria moderna, era frequente che i globi utilizzati nelle logge non fossero meramente decorativi ma funzionali, permettendo l’istruzione su geografia e astronomia di candidati che, in molti casi, possedevano una formazione accademica limitata.

La decisione di utilizzare globi reali, costruiti secondo gli standard cartografici e astronomici dell’epoca, riflette l’impegno massonico verso un’integrazione della conoscenza scientifica genuina e della speculazione filosofica. I globi terrestri che si trovano in antiche logge mostrano frequentemente la geografia del periodo in cui furono costruiti, includendo territori ancora non completamente esplorati e la rappresentazione delle colonie europee. I globi celesti preservano le costellazioni secondo la comprensione dell’epoca, con i loro nomi greci e latini, e frequentemente includono riferimenti astrologici insieme all’informazione puramente astronomica.

Questa integrazione di scienza ed esoterismo in uno stesso simbolo riflette la visione massonica che la vera comprensione dell’universo richiede tanto dell’analisi razionale quanto dell’intuizione spirituale, tanto dell’osservazione empirica quanto della percezione ermetica.

Significato Attuale e Continuità della Tradizione

Nonostante i cambiamenti tecnologici e scientifici che hanno trasformato radicalmente la nostra comprensione del cosmo negli ultimi secoli, i globi terrestre e celeste mantengono il loro posto nei templi massonici contemporanei. Questa persistenza non è reattiva o anacronistica, ma profondamente significativa.

Nella tarda modernità, dove la frammentazione della conoscenza e la specializzazione hanno spesso portato alla perdita di una prospettiva olistica sulla realtà, i globi nella loggia massonica funzionano come promemoria che esiste un ordine integrale che abbraccia tanto la realtà materiale misurabile quanto le dimensioni di significato, scopo e spiritualità che trascendono la quantificazione.

Le scoperte della fisica contemporanea, che hanno rivelato la profonda interconnessione di tutte le cose e l’impossibilità di una separazione radicale tra osservatore e osservato, tra materia ed energia, hanno conferito agli antichi simboli massonici una rilevanza inaspettata. I globi, che nella loro epoca rappresentavano un’integrazione di mondi apparentemente separati, acquisiscono nuove risonanze alla luce di una comprensione scientifica che sottolinea l’unità fondamentale della realtà.

Per il massone contemporaneo, i globi continuano a funzionare come evocatori di una cosmologia integrata che rifiuta le false dicotomie tra corpo e spirito, materia e coscienza, scienza e misticismo. Rappresentano la visione permanente della massoneria che la vera illuminazione consiste nella comprensione che questi presunti opposti costituiscono aspetti complementari di un’unica realtà cosmica.

Conclusione

I globi terrestre e celeste nella massoneria trascendono la loro funzione di meri elementi decorativi per costituirsi come simboli portatori di una sapienza complessa e multivalente. Incarnano la comprensione massonica che l’essere umano si situa in un cosmo ordinato che abbraccia tanto dimensioni materiali quanto spirituali, che tanto la conoscenza scientifica quanto la percezione mistica sono vie valide verso la verità, e che l’integrazione di questi ordini di conoscenza rappresenta la meta ultima dell’iniziazione.

La loro permanenza nei templi massonici attraverso secoli di trasformazione sociale, scientifica e culturale testimonia la solidità dei principi che rappresentano. Per coloro che entrano nel tempio fiancheggiato da questi globi, rimane aperto l’invito eterno a comprendere l’universo nella sua totalità e a partecipare consapevolmente e responsabilmente al grande ordine cosmico di cui sono parte integrante. In questo invito silenzioso risiede la bellezza e la profondità del simbolismo massonico che questi due globi così elegantemente esprimono.