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La donna nella massoneria: esclusione formale e vie parallele

Redacción Cámara de Maestro · 4 agosto 2026

Il rapporto tra la massoneria e le donne è stato, per secoli, complesso e prevalentemente discriminatorio. Sebbene le costituzioni fondative della Gran Loggia Premier d’Inghilterra abbiano formalmente proibito l’ammissione delle donne, esistono testimonianze documentate di partecipazione femminile ad attività massoniche fin dall’epoca medievale. A partire dal XVIII secolo si svilupparono in Europa continentale sistemi paralleli — le logge di adozione — che permisero la partecipazione delle donne in un quadro rituale proprio. Attualmente, il riconoscimento della massoneria femminile e mista divide le principali tradizioni massoniche: mentre le giurisdizioni continentali legate al Grande Oriente le ammettono, la massoneria angloamericana non le riconosce ufficialmente, sebbene i rapporti ufficiosi possano essere cordiali.

Le donne nella massoneria operativa

Nell’Europa medievale e rinascimentale, lo status legale delle donne era soggetto all’autorità paterna e, dopo il matrimonio, a quella del marito. Tuttavia, il diritto locale riconosceva la figura della femme sole — donna nubile o vedova con capacità legale propria —, il che consentiva ad alcune vedove di commercianti di continuare l’attività del marito defunto e, talvolta, di godere dei diritti e dei privilegi della corporazione corrispondente. Le eccezioni erano più frequenti nei mestieri legati a occupazioni femminili tradizionali, come la merceria o la sartoria, ma si registrano anche casi nel settore edile.

La prima testimonianza documentale di una donna identificata come massone risale al 1256, quando una donna di nome Gunnilda figura come tale nel Calendar for Close Rolls di Norwich. In Inghilterra, il Manoscritto Regius (c. 1390–1425) e i registri della corporazione della cattedrale di York del 1408 offrono indizi di partecipazione femminile. Inoltre, la London Mason’s Company impiegò donne in mansioni amministrative, con diritto ai benefici dell’iscrizione.

Il manoscritto York No. 4, datato 1693 e utilizzato come autorizzazione dalla successiva Gran Loggia di tutta l’Inghilterra a York, contiene la frase «hee or shee that is to be made mason» («egli o ella che deve essere fatto massone»). Alcuni storici massonici lo hanno considerato un errore di stampa, ma Adolphus Frederick Alexander Woodford, studioso e catalogatore di questi documenti, lo ritenne autentico. Questo dibattito storiografico rimane aperto.

In Scozia, gli atti della loggia di St. Mary’s Chapel a Edimburgo, relativi ai secoli XVI e XVII, codificano uno status femminile simile a quello inglese: un borghese poteva pagare per la Libertà di impiegare e istruire massoni, e la vedova di un maestro massone poteva accettare commissioni da antichi clienti, purché impiegasse un ufficiale della loggia per supervisionare il lavoro.

Esiste inoltre una tradizione, non verificata documentalmente, secondo cui Sabina von Steinbach, figlia dell’architetto, lavorò alla cattedrale di Strasburgo all’inizio del XIV secolo. La prima riferimento alla sua attività risale a trecento anni dopo, pertanto va considerata una leggenda piuttosto che un fatto documentato.

Logge di adozione

Mentre la massoneria della Gran Loggia Premier d’Inghilterra si diffondeva in Francia, la fraternità francese rimase nella lettera del divieto andersoniano sulle donne, ma non vide motivo per impedire loro di assistere ai banchetti o ai servizi religiosi. Durante gli anni Quaranta del Settecento iniziarono ad apparire le logge di adozione, affiliate a una loggia regolare esclusivamente maschile. In esse, le mogli e le parenti femminili dei massoni venivano ammesse in un sistema parallelo di gradi, con un tono morale simile a quello del rito autentico della loggia. Le più antiche avevano una tematica navale.

Nel 1747, il Cavaliere Beauchaine fondò l’Ordine dei Taglialegna (Ordre des Fendeurs), con riti presumibilmente basati su una versione primitiva dei Carbonari. Nel 1774, le logge di adozione passarono sotto la giurisdizione del Grande Oriente di Francia, e le regolamentazioni pubblicate mostrano un sistema di quattro gradi: Apprendista, Compagna, Maestra e Perfetta Massona. Con il tempo furono aggiunti e rimossi gradi supplementari, fino a raggiungere un sistema di dieci gradi alla fine del XVIII secolo. L’idea si diffuse ampiamente in Europa, ma non apparve mai in Inghilterra.

Dopo una breve eclissi durante il Regno del Terrore della Rivoluzione Francese, le logge di adozione tornarono a fiorire. L’imperatrice Giuseppina presiedette una di esse a Strasburgo nel 1805. Tuttavia, nel 1808 il Grande Oriente decise che queste logge erano incostituzionali e rimasero marginalizzate finché lo stesso Grande Oriente non le riattivò nel 1901. Nella loro nuova incarnazione, la presidenza era occupata da una donna, mentre in precedenza solo un uomo poteva occupare la «Sedia di Re Salomone». La separazione finale avvenne nel 1935, e nel 1959 adottarono il Rito Scozzese Antico e Accettato, costituendosi come Grande Loge féminine de France e integrandosi nella massoneria regolare. Solo una loggia, Cosmos, mantiene il rito adottivo.

Il caso della Svezia

In Svezia, la presenza di donne massone sembra essersi verificata precocemente, sebbene le informazioni siano scarse. Secondo i documenti dei massoni svedesi, Hedvig Charlotta Nordenflycht fu nel 1747 Gran Maestra di una certa «Ordre de la resemblance», che può essere interpretata come una loggia femminile di adozione, sebbene questa interpretazione non sia conclusiva. Una loggia femminile confermata non appare fino agli anni Settanta del Settecento.

Il 2 maggio 1776, il Gran Maestro dell’Ordine Massonico Svedese, il Duca Carlo, fece inaugurare a sua moglie, Hedvig Elisabeth Charlotte di Holstein-Gottorp, come Gran Maestra di una loggia femminile di adozione affiliata alla sua stessa loggia nel Palazzo Reale di Stoccolma, chiamata «Le véritable et constante».

Massoneria mista e femminile moderna

Alla fine del XIX secolo sorsero negli Stati Uniti riti simili all’adozione, che consentivano ai massoni e alle loro parenti femminili di partecipare insieme al rituale. Questi corpi distinguevano attentamente tra il rituale misto e la massoneria degli uomini, e le logge britanniche del XVIII secolo e le loro filiali americane rimasero esclusivamente maschili.

Negli anni Novanta dell’Ottocento iniziarono ad apparire in Francia logge miste che seguivano un rituale massonico standard, e si diffusero rapidamente in altri paesi. Poco dopo apparvero giurisdizioni esclusivamente femminili. Come regola generale, l’ammissione delle donne è ora riconosciuta nelle giurisdizioni continentali del Grande Oriente. Nella massoneria angloamericana, né le logge miste né quelle esclusivamente femminili sono ufficialmente riconosciute, sebbene i rapporti non ufficiali possano essere cordiali, con locali talvolta condivisi.

Conclusione

La storia della donna nella massoneria è la storia di un’esclusione formale mitigata da eccezioni reali e dallo sviluppo di vie parallele di partecipazione. Dalle testimonianze medievali di donne legate ai mestieri dell’edilizia fino alle logge di adozione del XVIII secolo e alle giurisdizioni miste e femminili contemporanee, la presenza femminile è stata costante sebbene diseguale. La divisione attuale tra le giurisdizioni continentali, che riconoscono la massoneria femminile e mista, e quelle angloamericane, che non la riconoscono ufficialmente, riflette la persistenza di concezioni diverse sulla natura dell’istituzione e sul ruolo della donna in essa. Il dibattito storiografico su documenti come il manoscritto York No. 4 ricorda che l’interpretazione delle fonti rimane materia viva di studio.

Fonti